Falanghina express, n. 3/2019

Dal 25 febbraio al 17 marzo.

Pare che il 2018 sia stato un anno positivo per la falanghina: le vendite di vini a denominazione sono infatti cresciute, in volume e a valore. Lo dice una ricerca di IRI che sarà presentata durante il prossimo Vinitaly (dal 7 al 10 aprile prossimi).

Sul Gambero Rosso (in inglese), il vino del mese è la Falanghina del Sannio 2017 di Fontanavecchia. L’etichetta per così dire “base” dell’azienda di Libero Rillo, a Torrecuso, conferma la sua affidabilità, anche in un millesimo piuttosto complicato.

Luciano Pignataro racconta la Falanghina del Sannio “Senete” 2016 de La Guardiense, offerta durante il pranzo con cui la più importante cooperativa sannita ha festeggiato la Laurea ad honorem concessa dall’Università degli Studi del Sannio all’enologo consulente Riccardo Cotarella.

Tra i vini naturali provati a Live Wine che sono piaciuti a Silvia Fratini (Agrodolce), c’è anche la Falanghina “Iastemma” di Canlibero. Ammetto che le mie (limitate) esperienze con i bianchi di Ennio Romano e Mena Iannella sono state, almeno sin qui, meno positive di quelle vissute invece con i rossi. I beninformati, però, mi dicono di buone nuove anche per i bianchi e, in particolare, per questa falanghina in purezza, che è prodotta nell’areale del Taburno (pur non rivendicandone la denominazione) e fa macerazione di 6 mesi in acciaio.

Vino al supermercato nel 2018, la crescita della falanghina

Il 2018 è stato un anno positivo per i vini a denominazione da uve falanghina. È quanto emerge dalle anticipazioni della ricerca IRI in esclusiva per Vinitaly, che prende a riferimento le vendite di vino al supermercato nell’anno 2018 (oltre 619 milioni di litri di vino italiano per un valore di 1 miliardo e 902 milioni di euro).

Classifica delle denominazioni per crescita a volume e a valore

Nella speciale classifica dei vini “emergenti”, cioè quelli a maggior tasso di crescita, compare anche la falanghina, con un 2% di aumento in volume. Un risultato lusinghiero, pur se non paragonabile all’exploit del Lugana, cui corrisponde un incremento del 2,1% a valore.

L’aumento dei prezzi del vino nella grande distribuzione, ha precisato IRI, non è stato soltanto una diretta conseguenza della scarsa vendemmia del 2017. Sono state decisive, infatti, le politiche produttive e commerciali dei vari attori della filiera: un grande lavoro sulla qualità e sui disciplinari delle denominazioni d’origine, con riduzione delle promozioni e definizione di prezzi più appropriati.

Questa è la strada. Aumentare il valore e migliorare la reputazione collettiva del brand, ne parlavamo proprio qualche settimana fa.

Aorivola 2017, la falanghina de I Cacciagalli

Contrariamente a quanto pensavo, Aorivola non è un nome di fantasia, bensì quello della località da dove provengono le uve di falanghina utilizzate per questo vino. Il comune è Caianello, cittadina di frontiera ad altissima densità di caseifici: da qui la mozzarella di bufala campana prende le più svariate direzioni lungo l’A1.

I Cacciagalli, l’azienda di Mario Basco e Diana Iannaccone, è una delle realtà vinicole più interessanti dell’alto casertano. Capirete, quindi, che non è affatto un caso il riconoscimento di vino Slow per l’Aorivola 2017 nell’ultima edizione di Slow Wine.

Roccamonfina IGT Falanghina Aorivola 2017, I Cacciagalli

Se le sensazioni sapido-minerali che accompagnano la beva sembrano essere un riflesso della composizione dei terreni (Roccamonfina è un vulcano spento), il sorso appena più spesso e voluminoso, senza comunque che ne risultino compromesse dinamica e diretta riconducibilità al vitigno falanghina, pare invece più figlio della tecnica di vinificazione (solo acciaio, ma con macerazione di 12 ore).

Quando ho visto che ne era rimasto un fondo di bottiglia, al termine della degustazione di Slow Wine a Napoli, ho pensato di portarlo via e di assaporarlo ancora l’indomani. Il contatto con l’aria ha apportato un plus in termini di ricchezza e slancio. Tutt’altra musica rispetto al decadimento rapido di certe bottiglie, che si afflosciano appena poche ore dopo l’apertura.

Azienda agricola i Cacciagalli di Diana Iannaccone
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